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Atto 1° – Gara TPL Regione Lazio

Premessa

Prima di effettuare una vera e propria disamina dei documenti del bando di gara indetto da Astral SpA per l’affidamento in concessione per 9 anni dei servizi di TPL su gomma nel territorio della Regione Lazio, voglio raccontare, senza entrare troppo nel dettaglio, nel percorso che ha portato la Regione alla definizione delle “unità di rete” e alla ripartizione delle risorse finanziarie.

Lo studio del bando sarà da me pubblicato nel prossimo articolo.

Come si è arrivati al bando

Il disciplinare di gara indica che l’affidamento è riferito ai servizi di TPL su gomma nel territorio regionale per 9 (nove) e individua 11 Lotti corrispondenti alle Unità di rete come individuate nei modelli di cui ai documenti Allegato 1 e Allegato 2 alla D.G.R. n. 617/2020.

La DGR n.617 del 22 settembre 2020 è la Delibera della Giunta Regionale della Regione Lazio che approva il nuovo modello di programmazione del trasporto pubblico locale.

Il nuovo modello di programmazione viene descritto negli allegati 1 e 2 citati.

L’allegato 1 rappresenta Il nuovo riparto delle risorse per i servizi minimi di TPL urbano e interurbano: prospettive di maggiore equità ed efficienza.

In premessa, la Delibera ricorda che la L.R. n. 30/1998 attribuiva alle Province il compito di assegnare ai Comuni le risorse finanziarie per assicurare i servizi minimi comunali a valere sulle risorse che, a tal fine, la Regione avrebbe trasferito alle Province medesime.

Tuttavia, le funzioni amministrative continuano ad essere esercitate dalla Regione e, pertanto, a tutt’oggi, permane, in capo alla Giunta regionale la funzione di ripartire le risorse da conferire ai Comuni per i servizi di trasporto pubblico urbano.

Inoltre, grazie al supporto scientifico del Dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale dell’Università “La Sapienza” è stato elaborato il “modello per la ridefinizione dei servizi minimi di TPL e per l’individuazione delle unità di rete” che ha lo scopo di definire i nuovi servizi minimi (superando il criterio della spesa storica) e un nuovo modello che estende il perimetro di servizio alle unità di rete consentendo di realizzare economie di scala e migliorare l’economicità riducendo l’incidenza dei costi fissi.

E’ importante sottolineare che la Legge Regionale 28/2019, consente alla Regione di individuare, per i servizi di trasporto pubblico urbano su gomma diversi da quelli di competenza di Roma Capitale.:

  • Le unità di rete
  • I servizi minimi
  • Le risorse per ciascuna unità di rete per finanziare i servizi minimi

Tutto queste premesse consentono alla Regione Lazio di deliberare il nuovo modello di programmazione del TPL con la prevista ripartizione su tutti i comuni del Lazio ad esclusione di Roma capitale di 62 milioni di euro.

 

Tornando all’analisi dell’allegato 1, lo studio ha analizzato i dati storici (che ho riportato nei grafici a seguire) evidenziando le criticità rilevate.

Comuni con servizi TPL
Comuni senza servizi TPL
Bus-km-annui-TPL-didascalia

La distribuzione storica dei servizi comunali soffre di alcune problematiche che possono essere riassunte in:

  • Servizio non erogato in tutti i comuni
  • Alta differenziazione in termini di bus-km erogati e spesa
  • Servizio talvolta erogato nell’ambito delle linee esercitate da Cotral
  • Varianza elevata nella distribuzione delle risorse economiche

Lo studio del Dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale dell’Università “La Sapienza” è stato effettuato, quindi, sulla base dei principi di efficienza e in attuazione dell’art. 16 Dlgs 422/97 e dell’art. 17 L.R. 30/98, ha definito un modello per il riparto delle risorse che usa come strumento di base l’unità di servizio di ciascun comune, calcolato come prodotto tra popolazione residente e diversi fattori che indicano il livello di fabbisogno rispetto a circa 13 parametri.

Seguendo questo modello, i cui dettagli non saranno riportati per brevità, le variazioni nella redistribuzione delle risorse ammontano a 17.725.724 Euro, pari al 28,6% delle risorse totali (62 Milioni di Euro annui)

 

Per la determinazione delle unità di rete, lo studio ha tenuto conto del quadro normativo sulla definizione di bacini e lotti, D.lgs 138/2011, della Delibera ART 48/2017, dell’art. 48 del D.Lgs 50/2017 e del D.M. 157/2018 per la definizione dei costi standard per i servizi di TPL.

Le unità di rete sono state individuate con l’obiettivo di superare l’attuale frammentazione del servizio andando a formare unità di rete di dimensioni più grandi per spingere verso maggiore efficienza ed efficacia nella gestione dei servizi. 

Nei trasporti questa maggiore efficienza ed efficacia a livello gestionale vuol significare un migliore impiego delle risorse (sia umane che materiali) ma anche garantire un servizio unico su direttrici evitando le sovrapposizioni e, soprattutto, un utilizzo migliore di depositi, vetture di scorta e km fuori servizio.

Lo studio ha quindi individuato 11 unità di rete con un numero di comuni per unità di rete compreso nell’intervallo 14 e 67 unità. 

 

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